Aspettando i barbari

Cito J.M. Coetzee nel titolo, ma mi sovviene subito la poesia di Kavafis, mentre sul comodino ho l’ultimo libro di Travaglio e annaspo tra i soliti mille dischi che ascolto ogni giorno. Densa questa estate oziando nei rari sprazzi ventimigliesi, racimolati tra capatine romane e torinesi davvero estenuanti. Sì, perchè aprire un’altro blog significa dare spazio alla grande novità dell’anno, forse della mia vita. Il trasferimento nella capitale, assaporata nei primi scampoli di trasloco in mezzo all’afa, potrebbe non vedermi più ritornare stabilmente a casa e sicuramente segna la cesura definitiva con Torino che ho tanto amato. Un dolore necessario per me, per il mio futuro.

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