Caso Spampinato, 35 anni dopo: Battaglia accusa

 

(ANSA) – RAGUSA, 27 OTT – ‘Per troppi anni a Ragusa la magistratura ha indagato non per scoprire la verita’ e i colpevoli dei delitti ma per insabbiare e archiviare’. Lo ha denunciato il senatore di sd Gianni Battaglia, intervenendo alla manifestazione in ricordo del giornalista de ‘L’Ora’ Giovanni Spampinato, ucciso 35 anni fa a Ragusa.
Battaglia ha fatto riferimento proprio all’inchiesta su quell’omicidio, per cui e’ stato condannato il figlio dell’allora presidente del tribunale, Roberto Campria. A giudizio del parlamentare, le indagini furono orientate verso una tesi che riduceva tutto a un contrasto personale, oscurando invece il contesto politico-eversivo e criminale e i retroscena rimasti sempre oscuri. In particolare sono rimasti in ombra i possibili collegamenti con un altro omicidio, recentemente archiviato, di cui Campria era sospettato: quello dell’ingegnere Angelo Tumino, personaggio al centro di affari non sempre chiari, legato a ambienti della destra piu’ vicina a Junio Valerio Borghese.
‘Per fortuna – ha aggiunto Battaglia – adesso con la riforma della giustizia cambiera’ anche il vertice della procura di Ragusa’. Per il parlamentare ‘la morte di Spampinato pone anche un problema di informazione; a suo giudizio la stampa locale era schierata su una linea ‘di omologazione, per non dire altro”.

Nel dibattito che si e’ svolto nella sala Avis, per iniziativa del Centro studi Feliciano Rossitto, si e’ parlato degli ostacoli alla pubblicazione di notizie sgradite a personaggi potenti. Non e’ sempre colpa dei cronisti se certe notizie non escono, spesso sono i giornali che non le vogliono pubblicare, e’ stato osservato. ‘E’ vero – ha commentato Alberto Spampinato, giornalista dell’Ansa e fratello di Giovanni – ma i giornalisti, quando vengono censurati, hanno il dovere di dirlo, di opporsi e di fare di tutto perche’ la notizia possa comunque circolare. Ma non sempre lo fanno. A volte non ne hanno la forza, a volte non fanno abbastanza’.
‘Il problema con cui si scontro’ Giovanni – ha aggiunto il fratello – purtroppo e’ ancora attuale. La notizia che 46 cittadini di Ragusa hanno denunciato il procuratore della Repubblica, ritenendolo responsabile di depistaggio nelle indagini sul delitto Tumino e Spampinato, e che il procuratore e’ tuttora indagato, ha fatto molta fatica a essere pubblicata’.
Giorgio Chessari, presidente del Centro Rossitto, ha chiesto la riapertura delle indagini sul delitto Tumino ‘per colmare le lacune investigative e ha fatto appello ai testimoni dell’epoca a rivelare alla magistrature le informazioni che non hanno ancora fornito’.

 

 

Sul tema a breve online su Libera Informazione (quando verranno inseriti, ma sono già pronti) due articoli sul caso, intervista al fratello di Spampinato e a Roberto Rossi, autore dell’inchiesta drammaturgica.

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