Tijuana, un’altra Nuevo Laredo? Guerra all’interno del cartello Arellano-Félix

Francisco Javier Arellano-Félix arrestato nel 2006 dalla Dea

di Stefano Fantino

“Siamo persone dell’ingegnere indebolito”. Un messaggio sinistro accompagna corpi massacrati, con la testa carbonizzata, ennesima macabra scoperta in quel di Tijuana, Baja California. Sono decine ormai, nella settimana tra fine settembre e inizio ottobre gli omicidi barbari che hanno segnato il territorio messicano al confine con gli Usa. E che portano il segno di una lotta tra cartelli.  O, per meglio dire, una guerra intestina al cartello  Arellano Félix, per decimare gli uomini dell’ “Ingegnere”. Sembra infatti impossibile scollegare questa nuova folata di violenza dalla situazione interna del cartello che comanda a Tijuana ma che vede, giorno dopo giorno, franare terreno intorno a sé. Lo confermano le autorità giudiziarie, è vero, ma le sorti del clan  Arellano Félix  sembravano, se non segnate, quantomeno difficili già  nel 2006.

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