Cantone, necessario un salto di qualità


Setola? Restano liberi pericolosi latitanti

Dopo l’arresto del camorrista Setola, esponente di spicco dell’ala stragista dei Casalesi e le minacce al magistrato della Dda Raffaello Falcone, Libera Informazione ha contattato Raffaele Cantone, ex magistrato della Dda di Napoli, attualmente magistrato di Cassazione. Dalle minacce da non sottovalutare alla necessità di non sopravvalutare certi traguardi fino alla profonda necessità di cambiamenti legislativi in campo giudiziario, un quadro ancora poco nitido che necessita di applicazione e impegno prima di cominciare a delinearsi chiaramente.

Buongiorno, dottor Cantone, ieri una operazione delle forze dell’ordine ha tratto in arresto il latitante Setola…

Nello specifico le posso dire che rappresenta un grandissimo evento, in un periodo molto particolare, nel momento in cui i Casalesi avevano adottato una strategia stragista, che non sempre compete loro.

In questi giorni oltre agli episodi relativi alla fuga e cattura di Setola si è parlato spesso di camorra. Ad esempio per le minacce al suo collega Raffaello Falcone. Cosa pensa dei proiettili a lui recapitati e come inquadra la vicenda in sé?
Io credo che le minacce non siano da sottovalutare, e questo soprattutto perché il collega Falcone si è occupato a lungo della situazione di Marcianise e delle indagini su un clan, quello dei Belforte, che è autonomo rispetto ai Casalesi. 

«Vediamo già dei grandi funerali con bandiere e grandi discorsi. E poi sarete dimenticati. Non siete e non sarete mai nessuno, soprattutto a Marcianise». Questa è un parte del testo che corredava le minacce a Falcone. Pensa sia indicativo della situazione angusta in cui, ora, rispetto a un tempo si trova la camorra?

Sicuramente Falcone lavorando sulla zona di Marcianise aveva raccolto grandi e importanti risultati, nella lotta contro i clan locali, anche loro erano stati messi alle strette e la situazione che si è venuta a creare è di grande fibrillazione. (CONTINUA)

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