La camorra a Parma solo una “sparata”?

Alzate di scudi, interrogazioni alla Camera e al Senato e nascita di un network antimafia: le diverse facce del rapporto tra la città ducale e le infiltrazioni della camorra

Camorra a Parma. Per molti sembra ancora impossibile, assurdo, sconveniente. Eppure aldilà di timidi sentori a infrangere il tabù sono stati dati incontrovertibili: arresti, procedimenti giudiziari, relazioni delle distrettuali antimafia. La presenza dei casalesi, gli affari, il riciclaggio nella ricca Emilia è una realtà. Non per tutti però. Dopo la recente prima serata dedicata da Rai 3 a Roberto Saviano, qualcuno,nella città ducale, ha alzato gli scudi. Si, perché lo scrittore, durante la sua ricognizione sulla camorra non ha evitato di parlare di quelle zone, del centro nord, dove i casalesi fanno affari. Parma in testa. Suscitando alcune piccate risposte, come quella di Paolo Scarpis, prefetto di Parma. L’inquilino di palazzo Rangoni ha rilasciato una intervista al quotidiano “Informazione di Parma” dove liquida la questione in maniera perentoria: «sparate di una persona che abita a 800 chilometri da qui». (continua)


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